Ho finito tristemente Wild Hunt e i suoi due principali DLC: Hearts of Stone e Blood and Wine. Un lavoro fantastico ed enorme di CD Projekt Red che rende giustizia al mondo creato da Sapkowski — una trasposizione immensa, dettagliata, ricca di sfaccettature, capace di tenerci compagnia per oltre un centinaio di ore. Senza mai annoiare.
Un capolavoro dell’action RPG open world
Di recensioni lusinghiere di Wild Hunt è piena la rete, a ragione, vista la quantità incredibile di premi conquistati da questo titolo. Nel mio piccolo, riporto la breve recensione lasciata su Steam al termine dell’avventura:
“Direi che è il migliore Action RPG Open World che abbia mai giocato. L’ambientazione è enorme ma quello che colpisce maggiormente è il livello di dettaglio. La peggiore delle quest secondarie, che probabilmente non vedrete mai se puntate solo a completare la trama principale, ha interazioni, dialoghi e sotto-missioni. Magari anche con possibili risoluzioni diverse.
Le città sono stupendamente realizzate. Non aspettatevi le città lucenti di altri giochi fantasy — qui vi imbatterete nei mendicanti nelle strade fangose e nel rumore di ubriachi vicino alle locande. Ci sono sgherri che vi aspettano nei vicoli bui e non stupitevi se a volte qualche gatto vi soffia se gli passate troppo vicino.
Forse è proprio questo che è veramente bello di Wild Hunt: si respira l’aria di decadenza dei romanzi, portata in digitale tramite un’implementazione di livello altissimo. Reparto artistico in ottima forma…. direi assolutamente da avere.”
Recensione Steam, 25 agosto 2020

















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